L’odore del mare sulla montagna – Frammenti

...Ma potevo anche proseguire oltre il monte “Asim”, verso “Val d'arc”, la valle dell’arco, si chiama così perché quasi in cima è presente un arco in pietra naturale di dimensioni enormi, il foro scavato dall’acqua è largo svariati metri. Da lì, risalivo sino in cima alla montagna e da lassù si poteva vedere Venezia, se il cielo era limpido.

… Ma potevo anche proseguire oltre il monte “Asim”, verso “Val d’arc”, la valle dell’arco, si chiama così perché quasi in cima è presente un arco in pietra naturale di dimensioni enormi, il foro scavato dall’acqua è largo svariati metri. Da lì, risalivo sino in cima alla montagna e da lassù si poteva vedere Venezia, se il cielo era limpido. …

 

 

 

 

 

 

 

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L’odore del mare sulla montagna – Frammenti

 ... Su quel legno c'erano impresse le sue montagne, oppure un castello che mi diceva fosse vicino a dove abitava in Italia. Poi anche alcune cattedrali di Buenos Aires che aveva visto da giovane. Del castello e della montagna c'erano svariate versioni, da tutte le angolazioni, di tutte le misure e di tutte le forme, mi diceva che le faceva per non dimenticarsene, perché i ricordi erano sempre più offuscati dal tempo e dall'età.  ... Per spezzare quella routine e stare un po’ all’aria aperta facevo lunghe passeggiate, andavo spesso dalle parti dov’era nato mio nonno, vicinissimo c’era anche un castello con la torre intatta, quello rappresentato nei suoi quadri di legno.  Nelle giornate di sole da lassù si poteva vedere tutta la vallata sino alle prealpi dolomitiche, era bellissimo sembrava di dominare il mondo.  Se invece il tempo era brutto, sembrava di stare in mezzo alla brughiera inglese, con la nebbia che sfuocava tutte le asperità e i paesaggi.
… Su quel legno c’erano impresse le sue montagne, oppure un castello che mi diceva fosse vicino a dove abitava in Italia. Poi anche alcune cattedrali di Buenos Aires che aveva visto da giovane. Del castello e della montagna c’erano svariate versioni, da tutte le angolazioni, di tutte le misure e di tutte le forme, mi diceva che le faceva per non dimenticarsene, perché i ricordi erano sempre più offuscati dal tempo e dall’età.

Per spezzare quella routine e stare un po’ all’aria aperta facevo lunghe passeggiate, andavo spesso dalle parti dov’era nato mio nonno, vicinissimo c’era anche un castello con la torre intatta, quello rappresentato nei suoi quadri di legno.
Nelle giornate di sole da lassù si poteva vedere tutta la vallata sino alle prealpi dolomitiche, era bellissimo sembrava di dominare il mondo.
Se invece il tempo era brutto, sembrava di stare in mezzo alla brughiera inglese, con la nebbia che sfuocava tutte le asperità e i paesaggi.

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