Dodici/79-Un Mondo in vinile

     

 

Dodici/79, due numeri che delimitano un mondo musicale, il prima e il dopo quel dicembre della fine degli anni ‘70. Questi numeri sono il nome del nuovo programma di Sergio Mancinelli: un conduttore radiofonico che non ha bisogno di presentazioni il suo passato musicale parla per lui. Da ascoltatrice di  radio da più di quarant’anni ho incrociato pochi speackers con una così profonda cultura come Mancinelli, ma devo dire che in lui è soprattutto legata a una sensibilità ed empatia che definirei unica, infatti i suoi programmi hanno sempre creato un seguito, una community come si direbbe ai giorni nostri.

     Credo che questa nuova scommessa non smentirà il passato, nonostante si collochi in una nicchia, si rinchiuda programmando solo brani usciti sino al 31 dicembre 1979 e solo in vinile, inoltre in un orario di tarda serata e per una sola ora. Che strano.

In momento in cui tutto deve essere giovane e accattivante Mancinelli va contro corrente, ma che sia proprio questa la genialità della sua scelta? Io credo di sì, perché lui sa benissimo quanto forte sia il potere della musica e quanto questa accompagni le nostre vite, non è uno sprovveduto e sa perfettamente che questo è quello che vuole per i suoi ascoltatori.

     Per quanto mi riguarda sin dalla prima serata di programmazione ho fatto un tuffo in apnea nel passato, ma non nel rimpianto degli anni andati o della giovinezza che non c’è più, bensì nella serenità di certi momenti, nella dolcezza di andate emozioni. E mi ha ricordato immediatamente non un suono o una musica, ma un odore. L’odore che sentivo nella casa paterna quando venivo al piccolo paesino del bellunese dalla Liguria per passare le vacanze invernali. Quando io ancora bambina, appena sveglia, scendevo le scale di legno tenendomi sulla ringhiera e mano a mano che mi avvicinavo al piano terra sentivo l’odore di caffè mescolato all’odore di legna che ardeva, il tutto amalgamato in quella casa impregnata di chiuso, di montagna, dove tutto era essenziale, funzionale e vero. Quell’odore non l’ho mai più risentito, ma è rimasto impresso tra i miei ricordi più cari ed è particolare che la musica me lo abbia in parte restituito.

     Ascoltando questo programma si ha proprio la sensazione di tornare a casa, una sensazione di armonia di cui abbiamo tutti bisogno come dell’aria in questo momento storico. Cercare di ritornare in un mondo che non esiste più, almeno musicalmente parlando, a una calma che abbiamo perso. Un mondo dove i dischi si ascoltavano, ascoltavano e ascoltavano ancora, tanto è vero che dopo tanti anni basta un nota e tornano come per incanto alla mente melodie e parole del testo che credevamo completamente dimenticate. Un mondo dove i capolavori restavano tali anche dopo anni e anni, non come ora che non ricordi né testo né melodia o autore di canzoni bellissime che hai magari sentito per tutta un’estate, perché sia ben chiaro di buona musica, anche eccellente talvolta, ne esiste ancora. Però ora la musica non si sedimenta, non fa la crosta, scorre veloce come il nostro tempo e forse dovremmo chiederci se tutto questo ha un senso se poi non resta niente, solo l’attimo di attenzione casuale nel momento in cui la risenti.

     Tornando al programma: “Dodici/79” … anche la scelta di una sola ora è azzeccata, perché è la giusta misura per farti rivivere un sogno fatale e farti desiderare di riafferrarlo il giorno dopo. Forse questo programma l’unica fragilità la trova tra gli ascoltatori più giovani, non sono abituati a questo modo di sentire la musica e la lentezza necessaria per assaporarla al meglio non fa parte del loro bagaglio, anche se sono presenti pezzi molto ritmati è proprio cambiato il modo di fruirne. Sicuramente Mancinelli riuscirà a istruirli in piccole dosi e se sono curiosi penso potranno apprezzare appieno tutta quella musica e scoprire da dove provengono tante sonorità a loro familiari. Ovviamente per chi di anni ne ha un po’ di più tutto si farà molto più semplice e io mi colloco comodamente tra questi. 

     E così alla fine Sergio Mancinelli ci ha fatto ancora una volta un regalo, anzi, un bel pacco regalo, raccolto e delimitato, confezionato con la sua professionalità e il suo carisma, pronto per essere scartato e assaporato ogni sera lasciando che le emozioni si espandano e fluttuino nell’aria insieme a delle splendide note: che siano dolci e languide o tese e acide o ancora ritmate sino allo spasimo… beh… ha poca importanza… il resto è solo un’alchimia dal sapore magico.

Mara Cristina Dall’Asén

   

Per chi volesse provare per credere a questo link trovate le puntate in streaming: http://https://www.capital.it/programmi/dodici79/puntate/

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25 di Adele

25 di Adele         ****

A più di un mese dall’uscita del secondo lavoro di Adele, e dopo aver letto le severe critiche a questo lavoro, vorrei condividere cosa ne penso io. Io sono solo un’ascoltatrice, non sono esperta di niente, semplicemente recepisco quello che sento e lo ascolto diciamo di pancia, senza ricercare aspetti tecnici.

Al primo ascolto ero rimasta perplessa, non perché non mi piacesse, semplicemente mi sembrava tutto uguale. Non è così. Se gli si dà il giusto tempo si scopre che ogni traccia ha le sue caratteristiche e che le canzoni sono tutte belle e ben interpretate.

L’errore che un po’ tutti stiamo facendo con 25 è quello di paragonarlo a 21, un cd che ha venduto più di 30 milioni di copie e che ha spopolato ovunque. Difficile reggere il confronto e soprattutto tutti gli addetti del settore stavano aspettando Adele al varco, per affossarla o incensarla. I più hanno provato a distruggerla oserei dire con risultati scarsi. Personalmente ho trovato ingeneroso verso l’artista il tiro di fuoco visto nel web e sui social network. Tanto per dire… l’ultimo cd dei Coldplay forse sarebbe stato un bersaglio più giusto, e premetto che amo questo gruppo e sono molto dispiaciuta di questo scivolone.

Comunque chi non si è lasciato condizionare  ha trovato un lavoro molto maturo, certo la freschezza di 21 non c’è più, ma neanche Adele è più una giovane cantante semi-sconosciuta. Nel cd si trova una nuova professionalità, un uso della sua splendida voce più sicuro e vario. Le canzoni non sono delle botte di vitalità, ma neanche lagnose come hanno sostenuto in molti e c’è anche spazio per il ritmo.

Se proprio dovessi fare un appunto direi che l’intervento di tanti produttori diversi, con sonorità ben legate ad altre grandi cantanti (vedi Whitney Houston o Beyoncé), rende un po’ spezzettato il lavoro nel suo insieme e queste sonorità caratterizzano alcune canzoni con lo stile delle sopra citate, ma senza mai riuscire a mettere Adele in secondo piano. Per finire un gran bel cd, merita sicuramente quattro stelle e un ascolto attento, curato sin nel più piccolo dettaglio sonoro, la voce di Adele ancora migliore sia per potenza che intonazione, e delle canzoni che risultano tutte molto piacevoli.

Ovvio è musica pop, ma di gran qualità e classe e di questi tempi non è poco.

Le tracce che mi sono subito entrate in testa sono: Hello, I miss you, Reaver Lea, Milion years ago (una perla con voce sussurrata nel solco dei grandi chansonnier francesi), e per finire l’energica Sweetest devotion.

E voi cosa ne pensate?

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“L’odore del mare sulla montagna” e la sua musica

Nel mio primo romanzo sono presenti parecchi testi o frammenti di canzoni, se volete, qui potete trovare tutti i riferimenti musicali inseriti nel libro e anche ascoltarli. Sul lato più a destra compare il titolo del capitolo in cui sono inseriti. Buon divertimento.
p.s. I testi sono stati liberamente tradotti.

 

Luce (tramonti a nord est)” di Elisa      Prologo  (parte del testo)
Proud Mary”  dei Creedence Clearwater Revival      Javier   (solo menzionata)
The pieces don’t fit anymore”  di James Morrison     Javier  (testo completo)
Diamonds on the inside”   di Ben Harper        Buenos Aires   (parte del testo)
Everything”  di Ben Harper        Buenos Aires   (parte del testo)
Come back”   dei Pearl Jam       Stefano   (testo completo)
Menzionati Elton John e Bernie Taupin, non ci sono testi e canzoni inserite, ma io ho deciso di rappresentarli con questa: “Your song”       Il cambiamento
Dream brother”   di Jeff Buckley       Il sogno   (parte del testo)
Menzionati i Fleet Foxes, giovani ma molto particolari, per loro ho scelto questa: “White winter Himnal”         Il sogno
Ho messo via”   di Ligabue       Ancora indizi    (parte del testo)
Beautiful Boy”   di John Lennon     Il pezzo mancante   (citazione) 
When the levee breaks”   dei Led Zeppelin    Il pezzo mancante   (solo menzionata)
One and only”   di Adele         E non finisce qui    (testo completo)
Gracias ala vida”     di Violeta Parra    In attesa del ritorno  (citazione)
Signora aquilone”   di Francesco De Gregori     In attesa del ritorno  (testo completo)
Bottom of your soul”   dei Toto    La vita va avanti   (parte del testo)
Ogni favola è un gioco”   di Edoardo Bennato     La vita va avanti   (parte del testo)

 

 

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