“L’odore del mare sulla montagna” e la sua musica

Nel mio primo romanzo sono presenti parecchi testi o frammenti di canzoni, se volete, qui potete trovare tutti i riferimenti musicali inseriti nel libro e anche ascoltarli. Sul lato più a destra compare il titolo del capitolo in cui sono inseriti. Buon divertimento.
p.s. I testi sono stati liberamente tradotti.

 

Luce (tramonti a nord est)” di Elisa      Prologo  (parte del testo)
Proud Mary”  dei Creedence Clearwater Revival      Javier   (solo menzionata)
The pieces don’t fit anymore”  di James Morrison     Javier  (testo completo)
Diamonds on the inside”   di Ben Harper        Buenos Aires   (parte del testo)
Everything”  di Ben Harper        Buenos Aires   (parte del testo)
Come back”   dei Pearl Jam       Stefano   (testo completo)
Menzionati Elton John e Bernie Taupin, non ci sono testi e canzoni inserite, ma io ho deciso di rappresentarli con questa: “Your song”       Il cambiamento
Dream brother”   di Jeff Buckley       Il sogno   (parte del testo)
Menzionati i Fleet Foxes, giovani ma molto particolari, per loro ho scelto questa: “White winter Himnal”         Il sogno
Ho messo via”   di Ligabue       Ancora indizi    (parte del testo)
Beautiful Boy”   di John Lennon     Il pezzo mancante   (citazione) 
When the levee breaks”   dei Led Zeppelin    Il pezzo mancante   (solo menzionata)
One and only”   di Adele         E non finisce qui    (testo completo)
Gracias ala vida”     di Violeta Parra    In attesa del ritorno  (citazione)
Signora aquilone”   di Francesco De Gregori     In attesa del ritorno  (testo completo)
Bottom of your soul”   dei Toto    La vita va avanti   (parte del testo)
Ogni favola è un gioco”   di Edoardo Bennato     La vita va avanti   (parte del testo)

 

 

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L’odore del mare sulla montagna – Frammenti

...Ma potevo anche proseguire oltre il monte “Asim”, verso “Val d'arc”, la valle dell’arco, si chiama così perché quasi in cima è presente un arco in pietra naturale di dimensioni enormi, il foro scavato dall’acqua è largo svariati metri. Da lì, risalivo sino in cima alla montagna e da lassù si poteva vedere Venezia, se il cielo era limpido.

… Ma potevo anche proseguire oltre il monte “Asim”, verso “Val d’arc”, la valle dell’arco, si chiama così perché quasi in cima è presente un arco in pietra naturale di dimensioni enormi, il foro scavato dall’acqua è largo svariati metri. Da lì, risalivo sino in cima alla montagna e da lassù si poteva vedere Venezia, se il cielo era limpido. …

 

 

 

 

 

 

 

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L’odore del mare sulla montagna – Frammenti

 ... Su quel legno c'erano impresse le sue montagne, oppure un castello che mi diceva fosse vicino a dove abitava in Italia. Poi anche alcune cattedrali di Buenos Aires che aveva visto da giovane. Del castello e della montagna c'erano svariate versioni, da tutte le angolazioni, di tutte le misure e di tutte le forme, mi diceva che le faceva per non dimenticarsene, perché i ricordi erano sempre più offuscati dal tempo e dall'età.  ... Per spezzare quella routine e stare un po’ all’aria aperta facevo lunghe passeggiate, andavo spesso dalle parti dov’era nato mio nonno, vicinissimo c’era anche un castello con la torre intatta, quello rappresentato nei suoi quadri di legno.  Nelle giornate di sole da lassù si poteva vedere tutta la vallata sino alle prealpi dolomitiche, era bellissimo sembrava di dominare il mondo.  Se invece il tempo era brutto, sembrava di stare in mezzo alla brughiera inglese, con la nebbia che sfuocava tutte le asperità e i paesaggi.
… Su quel legno c’erano impresse le sue montagne, oppure un castello che mi diceva fosse vicino a dove abitava in Italia. Poi anche alcune cattedrali di Buenos Aires che aveva visto da giovane. Del castello e della montagna c’erano svariate versioni, da tutte le angolazioni, di tutte le misure e di tutte le forme, mi diceva che le faceva per non dimenticarsene, perché i ricordi erano sempre più offuscati dal tempo e dall’età.

Per spezzare quella routine e stare un po’ all’aria aperta facevo lunghe passeggiate, andavo spesso dalle parti dov’era nato mio nonno, vicinissimo c’era anche un castello con la torre intatta, quello rappresentato nei suoi quadri di legno.
Nelle giornate di sole da lassù si poteva vedere tutta la vallata sino alle prealpi dolomitiche, era bellissimo sembrava di dominare il mondo.
Se invece il tempo era brutto, sembrava di stare in mezzo alla brughiera inglese, con la nebbia che sfuocava tutte le asperità e i paesaggi.

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I limoni di Monterosso

“I limoni di Monterosso” di Mara Cristina Dall’Asén

 

Testo classificato al 2° posto ex aequo nel Contest di maggio 2015 sul blog “7 giorni di follie”

 

Camilla sgattaiolò fuori dalla porta d’ingresso richiudendola piano dietro di sé, sua mamma non la richiamò tanto sapeva benissimo dove stava andando. Appena fuori Camilla respirò a fondo l’aria immobile e si diresse verso le scale del condominio. I suoi passi erano leggeri e non aveva bisogno di pensare, stava andando nel suo regno protetto. Percorse un breve tratto e imboccò la scala scoscesa di pietra, quella che portava nell’orto.
Adorava quel posto pieno di piante, di fiori, di frutti, di sole e poi lì c’era il suo albero, una vecchia pianta di limone, quello su cui si arrampicava per mettersi a cavalcioni di un ramo. Ascoltava il canto degli uccelli, si immergeva in mondi immaginari o semplicemente odorava la fragranza dei limoni. Lì intorno c’erano anche aranci e mandarini, ma lei adorava il limone con quel suo profumo, quel gusto dolce e aspro. Ogni tanto staccava un frutto e lo sbucciava godendo il tatto della ruvida buccia colma di essenza e poi succhiava gli spicchi, li addentava e li assaporava.
Lo sguardo si perdeva invece oltre il muro di sassi, muro a secco come tutti quelli che vedeva intorno, e oltre quelle pietre si stagliava il mare che dal blu passava al turchese, per assumere appena più in là un’altra tonalità di azzurro.
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Credi sempre nei sogni

Rivisitazione di un sogno presente nel romanzo “L’odore del mare sulla montagna” di Mara Cristina Dall’Asén

veliero

Credi sempre nei sogni

Finalmente il mare, mare tutto intorno.
Ho appena appoggiato le mie cose sopra il letto nel monolocale che ho affittato, ho aperto la porta del balcone e mi sto godendo la vista del mare di Mikros Gialos a Zante. I raggi del sole rimbalzano e saltellano sull’acqua increspata dalle onde, in lontananza vedo un battello che ondeggia placido nella baia.
Respiro a fondo l’aria salmastra. Ho solo una settimana, sette giorni di premeditata solitudine. Sette giorni in cui dovrò decidere cosa fare del mio futuro, le mie ricerche sono a un punto morto e se non trovo una via di uscita mi vedrò costretta a gettare la spugna e rinunciare a questo progetto in cui ho riversato tutte le mie energie.
Fare l’archivista nell’Archivio di Stato di Venezia resterà la mia unica certezza, poi forse riuscirò a scrivere il mio primo libro, un altro sogno da realizzare.
Quello che mi scoccia di più, se sarò costretta a lasciare il progetto, è deludere il professor Binazzi, mi ha dato così tanta fiducia e sovvenzionamenti per portare avanti le sue ricerche sull’ultimo discendente della famiglia degli Zaccaria di Genova.
Adesso, però, devo liberare la mia mente, non pensare, lasciare i pensieri oziare e spaziare nel vuoto. Rientro nella stanza e per prima cosa mi faccio una doccia, poi esco subito a farmi una nuotata.
Tre ore dopo sono ancora nella mia camera, le ombre della sera cominciano a allungarsi sull’orizzonte e anche il mare sta cambiando colore. Rimango nel mio accappatoio fucsia, seduta sulla soglia del balcone, la sigaretta fuma nel portacenere, il bicchiere di “coca” ghiacciata in mano. Ho già cenato, mi sono fermata in un piccolo ristorante appena fuori dalla spiaggia, pesce, cena paradisiaca. Ho fatto anche la spesa, qui i negozi sono sempre aperti.
Sto ripenso al ciò che mi è appena successo. Dopo la nuotata mi ero sdraiata sul bagnasciuga, assaporando i raggi di sole che lambivano la mia pelle. Che pace!
Ma qualcosa toccava i miei piedi, qualcosa di duro, liscio, senza spigoli, lo sento ancora come stesse succedendo di nuovo.

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Presentazione del 26 marzo 2014

Presentazione del romanzo “L’odore del mare sulla montagna”
Con Olinda Solimando, Vera Marcer, il sindaco Armando Vello e  i due giovani musicisti, Giorgia e Claudio, che hanno allietato l’incontro con alcune canzoni inserite nel libro.

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